Ok. Davvero, riuscite a immaginare quanto possa essere emozionante intervistare Gary “Gaz” Regan, se amate così tanto il Negroni? Potete immaginare cosa possa essere avere una conversazione con l’uomo che ha contribuito così tanto a diffondere l’amore per questo cocktail iconico che tanto amiamo?

Appena deciso di partecipare al Bar Convent Berlin, la prima cosa che ho fatto è stata contattare il Signor Regan, per chiedere se avesse modo di dedicare del tempo agli amanti del Negroni che leggono questo sito. La cosa sorprendente è che è stato possibile organizzare l’intervista il nella hall dell’albergo dove alloggiava, il giorno prima del BCB, con parecchio tempo a disposizione, per fare domande e scambiare opinioni sul Negroni e su tutto quello che c’è dietro questa preparazione.

– Signor Regan, pensa che il Negroni sia un cocktail Repubblicano o Democratico?
Io personalmente penso sia entrambi: ha una ricetta perfetta e rigorosa, ma può essere interpretata in diversi modi.

È sicuramente democratico, per la libertà che offre ai barman di utilizzare diversi ingredienti. Amo il Negroni per la sua storia, perché mentre lo preparo, ho tante cose da raccontare, diversi aneddoti per intrattenere i miei ospiti: è esattamente quello che cerchiamo in un cocktail, non solo che sia buono, ma che abbia un mondo dietro. Penso che senza Campari, non ci sarebbe il Negroni, è necessario, il fondamento di questa preparazione, questa è l’unica regola. L’altro ingrediente principale dovrebbe essere il Gin, adoro un po’ più di Gin nel Negroni!

– Pensa che si debba iniziare a pensare al Negroni come una categoria di cocktail?
La sua opinione liberale sui twist è risaputa. Io personalmente vedo il Negroni come una categoria: ogni preparazione con una parte bitter, una dolce e preferibilmente Gin può essere miscelato e chiamato Negroni. Sono inoltre sicuro che ai tempi del Conte Camillo, i Gin e i Vermouth disponibili in Italia variassero di volta in volta, inoltre i Gin italiani erano più simili a liquori al Ginepro, quindi quasi sicuramente, dall’inizio il Negroni aveva diversi sapori.

– Il Negroni può essere sicuramente visto come una categoria. Tutti i bartender hanno la propria ricetta personale per un Negroni, ci sono centinaia di twist, e per me, basta che ci sia il Negroni come ispirazioni, per poter essere chiamato tale. Tra le diverse variazioni, sono sicuro che ne troveremo alcune molto interessanti, magari non tutte, ma bisogna continuare a cercare, a sperimentare. Il segreto per una buona ricetta è la gioia: la gioia è la chiave, per questo ho iniziato a girare il Negroni con le dita (il famoso Finger Stirred Negroni), per strappare ai clienti un sorriso.

– Pensa che il Negroni sia l’unico cocktail che possa finger stirred?

Assolutamente no. Anni fa, in una serata tra bartender, per scherzo e per via della fretta, ho iniziato a girare il Negroni con le dita, le risate dei presenti mi hanno illuminato: nessuno si è mai lamentato e tutti ridono con me durante la prepazione. Questa è la cosa più importante. La verità è che il bartender deve soddisfare i bisogni del cliente, ma senza regole. Non avremmo il Negroni se il Conte Camillo avesse seguito delle regole, staremmo ancora bevendo solo l’Americano.

– Signor Regan, qual’è la sua ricetta preferita per un Negroni?

Amo il Negroni con un London Dry Gin, con una forte nota di Ginepro, e possibilmente con il Noilly Prat e Campari ovviamente. Preferisco una proporzione con una gradazione più alta: 4 parti Gin e 1 parte di Vermouth e 1 di Campari, forte, ma mi piace così.

Essere a Berlino per il BCB e aver avuto l’opportunità di incontrare il Signor Gary “Gaz” Regan è stato assolutamente interessante, trovarlo così aperto e disponibile, toccante: l’umiltà è ciò che rende un uomo grande, e il Signor Regan è davvero un grand’uomo. Grazie per il tempo, per le risate, per l’istruttiva conversazione.

Voglio inoltre ringraziare il Signor Tobias Scheiba di Campari e particolarmente Mr. Randy Eisinger di HOPF STRATEGIE per aver reso possibile l’intervista.
Forza Negroni!


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